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Cannabis Terapeutica, i "Pro" e "Contro" della produzione di Stato

L’obiettivo è soddisfare tutto il fabbisogno nazionale fino ad abbandonare l’importazione della Cannabis dall’Olanda, così come avviene fino ad oggi

January 20, 2017
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Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di analizzare l’entrata in vigore della “Cannabis di Stato” nelle Farmacie italiane. La prima ad ottenere i prodotti realizzati nel Laboratorio Militare di Firenze è stata una Farmacia di Vicenza.

L’obiettivo è soddisfare tutto il fabbisogno nazionale fino ad abbandonare definitivamente l’importazione della Cannabis dall’Olanda, così come avviene fino ad oggi.

Sul tema ci sono stati, come al solito, Pro e Contro, tuttavia in questo nostro articolo cerchiamo di guardare il caso dal punto di vista dell’Associazione Luca Coscioni, che da anni oltre a battersi su temi come aborto, eutanasia, diritti dei disabili e libertà di ricerca scientifica, è da sempre attiva anche per la promozione dell’accesso ai farmaci Cannabinoidi.
 
Secondo l’Associazione, in un'analisi condotta da Marco Perduca, i punti di forza sarebbero i seguenti:

La qualità della cannabis made in Italy è in generale migliore perché segue i protocolli europei per i farmaci e privilegia il cbd al thc;

Il prezzo inferiore (15€ invece che 24€ a grammo) della cannabis italiana rispetto a quella olandese – ma ancora alto rispetto al prezzo del prodotto che si può acquistare in strada illegalmente;

La possibilità di fruire della cannabis italiana senza dover passare dalla burocrazia riguardante l’importazione del farmaco e quindi diminuendo i tempi dei attesa per il malato.
 

Quali sono i punti di debolezza?


Il quantitativo: lo stabilimento parte con una produzione pilota di 100 kg, che corrisponde al quantitativo che compriamo in Olanda, che comunque non riesce a soddisfare le richieste di tutti i malati italiani e non considera la richiesta presso il mercato illegale di strada, cui molti malati impossibilitati a trovare un prescrittore si rivolgono;

La difficoltà di prescrizione: anche se la cannabis terapeutica sarà ora comunque più accessibile, il problema rimane la mediazione dei medici, che non sono formati o non vogliono formarsi sulla tematica e quindi non prescrivono, anzi, talvolta colpevolizzano i pazienti che ne fanno richiesta, e che quindi rimangono senza prescrizione;

Il fatto che non tutte le regioni italiane siano allineate relativamente alle leggi regionali sull’erogazione di cannabis terapeutica, e quindi si vada a creare un gap tra eccellenze regionali che da anni hanno implementato il processo di erogazione e regioni dove ancora non c’è nemmeno una legge regionale.

Tags: Bio , Canapa , Cannabidiol , Cannabinoids , Cannabis , CannabisMedica , CBD , Enecta , Hemp , Legalizzazione , MedicalCannabis , News , Support
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