Cannabis Terapeutica "E' legale ma c'è scarsa informazione"

Cannabis Terapeutica "E' legale ma c'è scarsa informazione"

 

Si è tenuto lo scorso weekend a Bologna il primo convegno italiano “Cannabis Terapeutica e dolore cronico” in cui Amrer, Associazione malati reumatici Emilia-Romagna, ha fatto il punto sullo stato delle cose in Italia, in un confronto aperto tra medici, farmacisti e pazienti.

Il primo dato che emerge è la mancanza di informazioni precise e adeguate sull’argomento il che complica, irrimediabilmente, l’acceso dei pazienti a questo tipo di cure.

"Nonostante la legge nazionale del 2013 e una delibera regionale, che in Emilia Romagna stabiliscono l'accesso alla cannabis terapeutica a carico del servizio sanitario regionale per i pazienti con alcune forme di dolore cronico, l'utilizzo di questa opzione terapeutica è ancora basso rispetto al fabbisogno" ha affermato durante il suo intervento il dott. Marco Bertolotto, direttore del centro di terapia del dolore e cure palliative di Savona.

Durante il Convegno è stato illustrato uno studio condotto dall'università di Oxford che ha mostrato come il dolore cronico associato a malattie reumatiche come artriti, osteoartrosi e fibromialgia, colpisca oltre il 20% degli europei, in Italia arriva al 21,7% della popolazione, pari a circa 13 milioni di persone. 

“La situazione è critica – afferma Daniele Conti, Responsabile Area progetti AMRER Onlus come riporta ilsole24ore – dobbiamo lavorare molto sulla formazione pubblica, specie sui medici di famiglia, prima interfaccia del paziente che ha un bisogno immediato legato al dolore, e sugli specialisti, in modo che possano prescrivere la cannabis terapeutica secondo criteri appropriati e fare in modo che non ci siano differenti velocità di accesso sul territorio. È necessario per questo responsabilizzare il pubblico riguardo le indicazioni di utilizzo. Vorremmo come AMRER proporre alle Istituzioni e agli enti pubblici una partnership per aprire un dialogo su questa tematica e condividere le criticità e i dubbi legati sia all'accesso sia alla fruizione di questa chance terapeutica, cercando di costruire insieme un percorso condiviso per dare risposte corrette e appropriate ai bisogni dei pazienti”.

Dal primo gennaio 2017 è partita la cosiddetta produzione di Stato presso il Laboratorio Militare di Firenze, tuttavia la produzione è ancora scarsa per soddisfare il fabbisogno nazionale a cui si aggiunge una scarsa sensibilità da parte della Istituzione e opinione pubblica nel favorire l’accesso dei pazienti a questo tipo di cure.

0 comments

Write a comment

Comments are moderated