Cannabis Terapeutica, tutto ciò che c'è da sapere!

Cannabis Terapeutica, tutto ciò che c'è da sapere!

 

 

La Cannabis Terapeutica in Italia appare una sfida difficile da vincere, il cui percorso è ancora pieno di ostacoli ed insidie da superare. Tra le tante ombre tuttavia non manca qualche luce.

Sono tredici le regioni italiane che si sono dotate di una Legge regionale che permette ai pazienti una terzietà rispetto alla cura, cioè la possibilità di scegliere di curarsi attraverso i Cannabinoidi.

Si tratta di Piemonte, Liguria, Campania, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia giulia, Emilia – Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Marche, Puglia, Basilicata e Sicilia. Solo in alcune regioni però le cure sono a carico del sistema sanitario.

Regione che vai cura che trovi, un esempio di come la Legge sia stata declinata ma mai attuata arriva dalla Regione Abruzzo, una delle prime, a dotarsi di una Legge che permetta alle persone una opzione in più.

Tuttavia la Regione è incapace di applicare la propria Legge, il caso arriva da Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni malato di Fibromialgia e finito in carcere per aver coltivato in casa piante di Cannabis per curarsi. Una pratica che Pellegrini praticava da anni ma è stato arrestato e condotto in carcere perché ritenuto un pusher, nonostante l’evidenza della patologia.

Una vicenda grottesca che ha visto finire una persona in carcere in maniera grottesca, tanto che inseguito il Magistrato di Sorveglianza di Pescara, Francesca Del Villano ha autorizzato, il trasferimento di Pellegrini a Bologna, presso una struttura specializzata.

Abbiamo in Italia alcune Regioni “avanzate” come l’Emilia – Romagna, o la Toscana stessa dove i pazienti posso accedere alle cure e in diversi casi anche in maniera gratuita in altre regioni invece è molto difficile accedere ai protocolli e in alcuni casi i costi dei medicinali sono talmente elevati che i pazienti non sono in grado di sostenere le spese.

La Toscana ha compiuto importanti passi in avanti sul tema grazie anche alla tenacia di Osvaldo Giovannini, un uomo di 50 anni che ha vinto una battaglia molto importante, il diritto a curarsi con la Cannabis in maniera gratuita, a carico del sistema sanitario regionale. Da venticinque anni sieropositivo e da circa dieci in dialisi peritonale, Osvaldo ha combattuto ostacoli e pregiudizi di ogni genere per ribadire il diritto alla scelta delle cure.

Una menzione speciale merita LetsWeed.com, una startup lanciati da due trentenni italiani che cerca di colmare il gap tra i pazienti e le loro necessità, considerato il numero ridotto di farmacie in Italia che al momento hanno alcuni prodotti.

Nel sito è possibile trovare una mappa con tutte e le farmacie ed i medici che prescrivono cannabis terapeutica.

Con mesi di ritardo si attendono sui banchi delle farmacie italiane la cosiddetta “Marijuana di Stato”, il primo raccolto made in Italy effettuato all’interno del Laboratorio militare di Firenze. Potrebbe rappresentare un piccola rivoluzione per migliaia di pazienti considerato che fino ad oggi l’erba viene importata dall’Olanda e tra costi elevati e burocrazia asfissiante l’accesso per i pazienti è quanto mai difficoltoso.

Lo scorso dicembre il ministro della Salute Lorenzin ha emesso un Decreto che per la prima volta coltivazione, produzione e distribuzione di medicinali di origine vegetale a base di Cannabis.

Un decreto che ha fatto discutere in cui si parla di CBD: “Il Cannabidiolo (CBD) manca di psicoattivitá poiché sembra  non legarsi ne' ai recettori CB1 né ai recettori CB2  in  concentrazioni apprezzabili, ma influenza l'attivitá di altri target  quali  canali ionici,   recettori ed enzimi con un potenziale effetto antinfiammatorio, analgesico, antinausea, antiemetico, antipsicotico, antischemico, ansiolitico e antiepilettico”.

In alcune farmacie italiane è possibile acquistare infusi per tisane a base della cosiddetta cannabis terapeutica ed è possibile trovarla anche come olio. In questo caso però il decreto Lorenzin ha imposto, per quanto riguarda l’olio, che le farmacie si dotino di macchinari in grado di calcolare la presenza di THC e CBD di ogni singola dose.

Ovviamente non tutte le farmacie sono dotate di una simile strumentazione, ed in generale lo screening che viene fuori sulla Cannabis Terapeutica in Italia è disomogeneo, con Regioni eccellenti ed altre assenti a cui si aggiunge un’insufficienza legislativa che supporti in maniera concreta tutto il settore.

Le testimonianze che in tal senso arrivano dagli Stati Uniti, anche dopo l’elezione di Trump, potrebbero rappresentare un punto di riferimento importante per lo sviluppo della Cannabis Terapeutica in Italia.

 

 

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