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Coltivazione Canapa, l'esperienza dell'agronomo Pepi

In linea con i nostri principi di agricoltura “viva” non abbiamo impiegato concimazioni di fondo di copertura e neanche per emergenza

May 09, 2017
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Il Consorzio M126 risulta oggi una delle realtà più attive nella realizzazione di coltivazioni e prodotti a base di canapa Toscana, partner del Progetto Toscanapa, della Hemp School e dell’Associazione Chemiurgia Onlus. In questa articolo presentiamo le tecniche di canapicoltura attuate dal Consorzio per le coltivazioni dello scorso anno. L’agronomo Francesco Pepi, già docente della Hemp School e consulente in Agronomia, ci offre questo prezioso documento.

La semina di canapa sativa da parte del Consorzio M126 per l’annata 2016 è stata effettuata a Volterra presso l’Azienda Agricola Delogu, anch’essa parte del progetto di filiera scientifica della canapa toscana, da cui è stata prodotta la Hempathy.

Riguardo alle lavorazioni preparatorie del suolo abbiamo effettuato una aratura superficiale nei mesi invernali per dare modo al terreno prevalentemente argilloso di essere “attaccato strutturalmente” dagli agenti atmosferici per poi essere affinato con un erpice rotante pochi giorni prima della semina.

Da notare che il letto di semina si presentava perfettamente affinato e livellato, ma con presenza di suola di aratura in vari punti dell’appezzamento di circa 4 ettari adibito a canapa probabilmente a causa di imperizia degli operatori la lavorazione primaria.
La messa a dimora dei semi è stata effettuata il 16 aprile con una seminatrice di precisione a distribuzione pneumatica adeguatamente calibrata affinchè la distanza di semi sulla fila fosse di 15 cm e di 75 cm lo spazio interfila.

Questo tipo di semina rispetto alle precedenti fatte con seminatrici a riga di grano ci ha permesso di avere una densità di semina di gran lunga inferiore e conseguente minor impiego si seme, circa 8/10 kg per ettaro, rispetto ai 35/40 kg per ettaro.

In linea con i nostri principi di agricoltura “viva” non abbiamo impiegato concimazioni di fondo di copertura e neanche per emergenza poiché diamo massima importanza alle rotazioni rigenerativa della fertilità biologica.

Purtroppo la prima precipitazione è arrivata più di 15 giorni dopo la semina destando in noi non poca preoccupazione per la possibilità di deterioramento delle sementi in campo.
 
Nonostante ciò, dopo qualche giorno è avvenuta la germinazione, in percentuale più che accettabile e, ben presto, nell’appezzamento sono diventate ben visibili le fila di canapa appena uscite dal suolo.

Le precipitazioni da questo momento in poi non sono mancate affatto nella nostra zona, anzi nel mese successivo alla germinazione, abbiamo avuto fino a due piogge per settimana; questo ha fatto sì che le piantine di canapa si sviluppassero bene e velocemente soprattutto nella parte più pianeggiante dell’appezzamento.

Da notare che l’intensità delle precipitazioni ha comportato che in varie zone abbiamo avuto un discreto dilavamento e asportazione di terreno (quindi anche di seme e piantine) che ha contribuito a diminuire l’omogeneità di vegetazioni che inizialmente era ottimale). A mio parere sarebbe bastato praticare dei solchi opportunamente porzionati che avrebbero assicurato il deflusso delle acque meteoriche in eccesso).

La disponibilità idrica nella piantagione ha contribuito anche allo sviluppo delle infestanti che già nel mese di giugno operavano una forte competizione aerea con la canapa; essendo però tutte le piante già troppo alte per un intervento di dirado meccanico con serchiatrici per girasoli, ci siamo limitati ad individuare le zone di maggiore interesse vegetativo e qualitativo delle piante ed, armati di pazienza … (e di falce!) siamo entrati in campo a tagliare la maggior quantità di infestanti possibile, per lo più “Sinapis e Chenopodium”.

Il risultato è stato che nelle zone da noi scelte la canapa ha avuto una crescita ottimale con un buon sviluppo delle cime apicali ed anche di quelle laterali dato l’accestimento dovuto da una semina non troppo fitta come nelle precedenti annate agrarie.

Finalmente siamo arrivati ai primi di agosto ed abbiamo deciso di iniziare la cimatura manuale delle infiorescenze per poi essere utilizzate per la produzione di birra Hempathy e per il liquore Hemp Spirit.

La cimatura della canapa è stata fatta in 4 tranches a distanza di 7/10 giorni l’una dall’altra. Questo perché inizialmente ci siamo indirizzati verso le infiorescenze apicali più voluminose e facili da lavorare, poi alle infiorescenze laterali perché le piante avendo subito l’asportazione della parte apicale, hanno accelerato il processo di differenziazione delle gemme laterali ed aumentato la produzione di resina. Il risultato è stato grosse infiorescenze laterali nel giro di 7/10 giorni da un tagli all’altro.

Questo ci ha permesso di proseguire la raccolta per più di un mese e senza avere quantità di seme consistente nel prodotto (elemento da noi non ricercato stante la scelta di concentrarsi sull’ottimizzazione e sull’impiego delle infiorescenze sia fresche per i prodotti sopra descritti sia essiccate per la preparazione di infusi e decotti).

In più è da notare come la produzione di resina da parte delle piante è andata a crescere rispetto alla prima cimatura aumentando con la qualità della materia prima.

 

Articolo a cura del Consorzio M126

 

 

 

Tags: Cannabis , Enecta , Food , Hemp , Indica , Medical , MedicalCannabis , News , Sativa , Support , Terapy , VapeTerapy
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