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Come riparte il mercato italiano della Canapa?

Paolo Vitalini sottolinea l’inefficienza del testo di legge dovuta alla sua poca chiarezza, ribadendo la necessità di includere nella legge le infiorescenze

December 20, 2016
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Come riparte il mercato italiano della Canapa? Da primo esportatore al mondo a Paese che cerca il rilancio in un settore abbandonato per troppo tempo.

Secondo il ricercatore Giampaolo Grassi sarebbe da evitare la classica richiesta dei sostegni alle coltivazioni poiché la filiera di trasformazione così non è incentivata ed è proprio questo l’anello mancante oggi in Italia. A suo avviso mancano gli imprenditori con una visione di filiera concreta e si consumano un sacco di energie in modo poco efficiente.

Paolo Vitalini socio Federcanapa sottolinea l’inefficienza del testo di legge attuale, dovuta alla sua poca chiarezza. Ribadisce la necessità di includere nel testo di legge le infiorescenze. Anche Vitalini come Grassi si dice contrario ai finanziamenti del settore, ribadendo che la redditività deve scaturire dalla normale attività di impresa.

Nel confronto tra gli esperti del settore che si è tenuto presso l’Accademia dei Gerogofili a Firenze, è emerso che gli incentivi non sono l’unico e neppure il più appropriato mezzo di sostegno.

E’ stato ricordato che ad esempio lo strumento più formidabile per promuovere le bioplastiche è stata la legge del governo Prodi che ha proibito l’uso degli shopper di plastica nei supermercati.

Ha ottenuto un duplice effetto:

  1. ridurre notevolmente i consumi di shopper usa e getta
  2. promuovere materiali innovativi più sostenibili e compostabili. Perché non pensare a un provvedimento del genere ad esempio in edilizia, per eliminare l’uso della lana di vetro o della lana di roccia, materiali riconosciuti da tempo come pericolosi e sospetti cancerogeni?

La Filiera su cui si concentra la canapicoltura in Italia e in Europa è la trasformazione del seme. Il caso dell’olio di semi di canapa e il lavoro che Federcanapa sta facendo in questi mesi per determinarne i criteri di qualità e le procedure che vanno seguite sin dalla raccolta del seme in campo ne sono un esempio. In particolare stanno esaminando alcuni parametri del seme, utilizzando campioni procurati dai vari soci. Questa attività sarà sviluppata con la campagna 2017.

Federico Marchini, presidente di Anabio, sottolinea le opportunità del binomio canapa/biologico. Cita uno studio presentato due anni fa dal quale si evinceva che un terreno coltivato biologicamente avesse una capacità di assorbimento dell’acqua molto superiore a quella dei campi coltivati in modo non biologico. La canapa ha, oltre alla capacità di areare e rendere ancora più poroso il terreno, anche quella di liberarlo dagli infestanti.

Nel biologico inoltre, asserisce Marchini, la filiera è già tracciabile: da marzo scorso infatti il Ministero ha creato e implementato un sistema di registrazione elettronica delle transazioni di prodotti biologici, il che aiuterebbe tantissimo la canapa italiana a imporsi sul mercato; la strada del biologico è da tenere quindi ben in considerazione .

Biagio Bergesio, responsabile scientifico Legacoop agroalimentare, asserisce che anche Legacoop è interessata a una potenziale filiera della canapa, nonostante brutte esperienze passate sia dal punto di vista delle produzioni che della tecnologia e delle denunce.

Quest’anno in ambito Legacoop sono stati coltivati, considerando tutte le cooperative che ne fanno parte, 250 ettari, in particolare nel Canavese, che a seconda molto dell’andamento climatico hanno o meno avuto successo. Hanno presentato in Piemonte un progetto di Gruppo Operativo (misura 16.1 dei Piani di Sviluppo Rurale) che coinvolge tre istituti del Crea: Rovigo con Grassi e Piemonte per l’alimentare e per la meccanizzazione.

Hanno presentato in ambito di meccanizzazione una stigliatrice creata da uno dei soci della cooperativa, con un sistema di controllo delle dimensioni del fusto della pianta, funzionale ed estremamente più economica a livello di prezzo con quelle acquistabili dall’estero.

Per utilizzare tutte le parti della canapa, Legacoop aveva sperimentato anche l’utilizzo del fusto per produrre carta e cartoncino; la cartiera individuata per adempiere a tale compito dopo essere fallita è stata acquistata dai dipendenti che grazie a una maggior efficienza riescono a proseguire questa attività.
 

 

 

 

Tags: Cannabis , CBD , Crystal , Enecta , Hemp , Marijuana , MedicalCannabis , News , Oil , Support
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