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La storia a tappe del CBD!

Gli scienziati dell’Illinois che nel 1940 isolarono per la prima volta il CBD sostenevano che fosse tossico e non avesse attività nella Cannabis

April 06, 2017
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Non tutti conoscono la storia del CBD, che noi proveremo a raccontare attraverso le sue tappe fondamentali, fino ad oggi e al crescente interesse che sta raccogliendo tra l’opinione pubblica ed il mondo della scienza.

Era il 1940 quando un gruppo di chimici dell’Università dell’Illinois isolò per la prima volta il CBD.

Oggi il CBD è noto alla comunità scientifica e sempre più notorietà sta acquisendo presso le persone tuttavia all’inizio dello scorso secolo non era proprio così, addirittura si ipotizzava che non potesse avere interazioni con il corpo umano.

Gli scienziati dell’Illinois nel 1940 sostenevano che il CBD fosse tossico e non avesse attività nella Cannabis.

Più di venti anni dopo, nel 1963 il padre della Cannabis, l’israeliano Rapahel Mechoulam né determinò la struttura esatta attraverso la scoperta e la sintetizzazione del tetraidroccabinolo, il THC, il maggiore principio attivo della Cannabis.

Oggi Mechoulam, 86 anni, vive a Gerusalemme ed è stato autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche. In un’intervista di Mario Catania Mechoulam disse: “Molto probabilmente la cannabis terapeutica con vari rapporti di CBD/THC sarà una soluzione valida per molto tempo. Anche varietà mediche con terpeni meglio definiti diventeranno prodotti commerciali. Parallelamente anche il CBD puro sarà sul mercato e poco dopo composti sintetici di CBD saranno introdotti dalle compagnie farmaceutiche e probabilmente anche agonisti sintetici dei recettori CB2, che non si legano ai recettori CB1 e quindi non sono psicoattivi, ma hanno un effetto potente sui recettori CB2”.

Dieci anni dopo nel 1973 un gruppo di studiosi brasiliani annunciò come il CBD possa essere molto utile per combattere le convulsioni provocate dall’epilessia negli animali, ed un anno dopo arrivarono con certezza ad affermare che il CBD sia molto utile per arginare gli stati ansiosi.

Nel 1980, sempre in Brasile in uno studio realizzato con la collaborazione di Mechoulam, dimostrarono come il CBD aiuti a diminuire le convulsioni nei pazienti affetti da epilessia.

Arrivando agli anni 90’ un gruppo di ricercatori degli Istituti Nazionali di Salute Mentale degli Stati Uniti dimostrò come il CBD possa essere un potente antiossidante cellulare, mentre in lavori successivi indicarono che questo effetto conferiva anche proprietà tipiche da neuroprotettore.

Oggi gli studi sul CBD continuano a susseguirsi e la sua presenza sul mercato è sempre più evidente, la speranza di molti è che il CBD e quindi tutto il comparto della Cannabis Terapeutica possa avere sviluppi importanti che diano un supporto decisivo alle problematiche quotidiane di milioni di persone.

Tags: Cannabis , CBD , Enecta , Indica , MedicalCannabis , News , Sativa , Study , Support , Terapy , THC , Work
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