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Perché il CBD non ha effetti psicoattivi?

Raphael Mechoulam ha parlato dell’ “effetto entourage”, cioè dell’idea che cannabinoidi e terpeni possano lavorare meglio di squadra anziché separatamente

March 24, 2017
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Perché il CBD non ha effetti psicoattivi al contrario invece del THC? La risposta risiede nel modo in cui ognuno interagisce in maniera differente con il CB1, uno dei recettori dei cannabinoidi.

Il CBD ha un’affinità di legame con il CB1 molto bassa rispetto al THC, per capire in maniera concreta il concetto basti pensare ad una presa elettrica e l’attacco di una spina, bene il THC è la spina che si connette perfettamente con la presa CB1.

Il THC imita parzialmente un neurotrasmettitore prodotto naturalmente che è conosciuto con il nome di “anandamide”, studiato sugli animali l’anandamide può aumentare l’appetito ed aumentare il piacere associato con il consumo di cibo, ed è probabilmente responsabile anche di alcuni degli effetti benefici che si avvertono durante l’attività sportiva.

Il CBD, al contrario, non è una buona chiave per i recettori CB1 di cui è considerato in qualche modo un antagonista perché agisce non per attivare o sopprimere i recettori CB1, ma, piuttosto per sopprimere le qualità di attivazione del THC nei recettori CB1.

In sostanza quando si usano THC e CBD, il THC stimola direttamente i recettori CB1, mentre il CBD agisce come modulatore della funzione del THC.

Esempio: Vaporizzazione di un fiore di Cannabis con una presenza di THC al 24% e CBD al 6%.

Consumando questo tipo di Cannabis avrete una sensazione “high” ma il CBD tende a far scemare l’effetto euforizzante riducendo ad esempio sensazioni tipo “ansia” o “paranoia” che potrebbero scatenarsi in soggetti già predisposti dopo il consumo di Cannabis ad alto contenuto di THC e presenza di CBD prossima allo zero.

In alcuni articoli il THC è stato definito come il “cannabinoide cattivo” tuttavia in ambito medico è utilizzato nella stessa misura del CBD, anche se in molti paese il THC per via del suo effetto psicoattivo.

Il padre della Cannabis, il medico israeliano Raphael Mechoulam in diverse occasioni ha parlato dell’ “effetto entourage”, cioè dell’idea che cannabinoidi e terpeni possano lavorare meglio di squadra anziché separatamente.

fonti: Leafly

Tags: Actually , Cannabidiol , Cannabis , CannabisTerapeutica , CBD , Enecta , Hemp , High , Indica , MedicalCannabis , News , Sativa , Study , Support , Terapy , THC , Work
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