Il mercato della Cannabis (Legale) crea lavoro?

Il mercato della Cannabis (Legale) crea lavoro?

 

La Cannabis crea lavoro? Assolutamente sì o almeno è quello che emerge dagli studi di Bloomberg che ha pubblicato uno studio sull’occupazione creata dalla Cannabis negli Stati Uniti, un esempio che potrebbe essere da stimolo per tante realtà europee, Italia in testa.

Secondo Bloomberg saranno oltre 250mila i posti di lavoro che si creeranno entro il 2020, per un fatturato che entro il 2026 si aggirerebbe intorno ai 50 miliardi di dollari, solo nel 2016 in Canada e negli Stati Uniti le vendite sono aumentate di circa il 30% pari a 6,7 miliardi di dollari.

Se guardiamo il fenomeno dall’altra parte dell’oceano quindi dall’Italia prendiamo ad esame una ricerca condotta da Coldiretti/Ixè secondo cui la legalizzazione della Cannabis genererebbe in Italia un giro d’affari pari a 1,4 miliardi di euro e la creazione di almeno 10mila posti di lavoro.

Lo Stato italiano con la legalizzazione della Cannabis sul modello americano potrebbe incassare tra i 6 e gli 8 miliardi di euro l’anno. Tuttavia restando in Italia possiamo notare la nascita di realtà tecnologiche interessanti legate al mondo della Cannabis.

Una di queste è sicuramente l’applicazione Let’s Weed, una piattaforma che raccoglie qualsiasi tipo di informazione sulla salute ed il benessere legate al mondo della Cannabis.
Gli utenti possono trovare sia l’elenco delle farmacie che dal primo gennaio 2017 vendono gli estratti della cosiddetta “Cannabis di Stato” fino alla possibilità di poter chiedere consigli a medici e professionisti del settore ma non solo.

Per quando riguarda la Canapa è possibile trovare un elenco di aziende che coltivano e trasformano quella pianta per i suoi innumerevoli usi. Tornando idealmente negli Stati Uniti dal gennaio del 2015 in Borsa c’è un indice che probabilmente molti non conoscono, il Marijuana Index, che segue l’andamento delle ‘azioni’ attive nel settore, azioni che hanno una capitalizzazione di almeno 10 milioni di dollari e un prezzo azionario superiore ai 10 centesimi.

Facendo un esempio pratico la GW Pharmaceuticals, società britannica attiva nello studio di farmaci a base di cannabinoidi, emerge nel Marijuana Index con una capitalizzazione di 2,8 miliardi e una quotazione per azione intorno ai 115 dollari.
Il boom in Borsa è avvenuto nel 2014, quando è partito l’iter di legislazione che ha liberalizzato la vendita a scopi ludici in Colorado sempre nello stesso anno. Attualmente le società quotate in Borsa sono soprattutto americane e canadesi.

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