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Cannabis Terapeutica, Acerbo: “In Abruzzo cure negate”

“La legge è stata considerata la più avanzata d’Italia perché affermava il principio di libertà terapeutica lasciando ai medici la decisione sulle prescrizioni"

May 25, 2017
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“In Abruzzo vengono negate cure con cannabis terapeutica sulla base di una norma abrogata: un comma inesistente viene usato per disapplicare una legge in vigore. Questa mattina nell’audizione presso la commissione di vigilanza del Consiglio Regionale dell’Abruzzo ho mostrato la palese illegittimità del decreto attuativo di Paolucci e D’Alfonso. Mi aspettavo che di fronte all’evidenza l’assessore alla sanità accettasse il mio invito a revocare il provvedimento. Ho dovuto purtroppo constatare che Paoucci non solo è responsabile della mancata attuazione della legge ma ha anche la faccia tosta di negare l’evidenza. D’Alfonso invece di firmare a scatola chiusa, si legga le carte e provveda. E’ assurdo che ai pazienti vengano negate cure o che finiscano in galera – come Fabrizio Pellegrini – a causa di politici superficiali e pure arroganti”.
 
Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale e segretario regionale di PRC commenta così la sua audizione in Commissione Vigilanza all’Aquila chiesta da mesi dopo il caso Pellegrini.
 
L’Abruzzo è stata una delle prime Regioni a dotarsi di una Legge in materia tuttavia resta inapplicata e a quanto pare ‘vittima’ di decreti e cavilli legislativi che la rendono di fatto inutile.
 
“In qualità di promotore della legge regionale sulla cannabis terapeutica – si legge sul Blog di Acerbo - unanimemente considerata dagli esperti la più avanzata in Italia, ritenevo indispensabile far presente alcuni elementi incontrovertibili ai consiglieri regionali e all’assessore alla sanità in una sede che consentisse il confronto testi alla mano e non attraverso dichiarazioni a distanza”.
 
“Ho dimostrato che il decreto del commissario alla sanità D’Alfonso e dell’assessore Paolucci è in contrasto palese con la legge in vigore. Per accorgersene basta leggere il decreto e i primi articoli della legge. Infatti il decreto richiama un comma 3 dell’articolo 2 della mia legge che è stato approvato prima dell’entrata in vigore della legge stessa:
I medici specialisti del SSR autorizzati alla prescrizione dei medicinali di cui al comma 1 sono individuati con provvedimento di Giunta regionale…”
 
Sulla base di questo comma inesistente, sostiene Acerbo, l’assessore Paolucci ha insediato un tavolo tecnico che ha deciso chi poteva prescrivere i farmaci a base di cannabinoidi e anche limitato le patologie per le quali in Servizio Sanitario Regionale possa erogare.
 
“La mia legge è stata considerata la più avanzata d’Italia – tra le altre cose – proprio perchè affermava il principio della libertà terapeutica lasciando ai medici e non a un provvedimento di natura politica la decisione relativa alla prescrizione. Infatti  il comma 2 dell’articolo 2 della legge in vigore prevede:

I medicinali cannabinoidi possono essere prescritti, con oneri a carico del SSR, da medici specialisti del SSR e da medici di medicina generale del SSR, sulla base di un piano terapeutico redatto dal medico specialista”.
 
Secondo la legge non è un decreto che può decidere a chi erogare farmaci a base di cannabinoidi ma lo decidono i medici specialisti degli ospedali e delle Asl.
 
“Per accorgersi che la norma sulla quale D’Alfonso e Paolucci hanno basato il loro decreto e i loro abusi ai danni dei pazienti è inesistente basta andare sul sito del Consiglio Regionale (www.crabruzzo.it) e cercare tra le leggi vigenti la L.R. 4 gennaio 2014, n. 4 Modalità di erogazione dei farmaci e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche. Vi apparirà una schermata con evidenziato tra parentesi il comma 3 dell’assessore regionale con delega alla Sanità”
 
In conclusione, afferma Paolucci, un provvedimento amministrativo non può modificare una legge ma è quello che accade in Abruzzo creando enormi problemi a pazienti e familiari. Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Trovo l’atteggiamento di Paolucci e del giovane capogruppo del PD che è intervenuto in soccorso dell’assessore a dir poco ottusi.

"Aggiungo che la Regione Abruzzo è inadempiente su tanti altri aspetti della legge come sanno tanti pazienti che si sono rivolti alle ASL. Dopo aver sentito dire che a tutti viene garantita l’erogazione in Abruzzo ho dato lettura di uno dei tanti sms che ricevo di una mamma che non ce la fa più a pagare 300 euro la settimana per il figliolo e che si è inutilmente rivolta alla propria ASL. La Regione Abruzzo è inadempiente anche sul piano dell’approvvigionamento visto che non ha fatto nulla (al contrario della Toscana) che ormai si autoproduce la cannabis risparmiando un sacco di soldi. Cosa che avrebbe potuto fare l’Abruzzo visto che la norma l’avevamo approvata prima”.

Tags: Cannabis , CBD , Enecta , Hemp , Indica , Legalizzazione , MedicalCannabis , News , Sativa , Support , THC
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