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L'effetto del CBD e THC sul Sistema Endocannabinoide e sul metabolismo

Le molecole di CBD e THC agiscono a livello del Sistema Endocannabinoide, che regola l’introito di cibo e il bilancio energetico, e al livello del metabolismo

January 09, 2017
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Come abbiamo visto nel precedente articolo il Sistema Endocannabinoide è stato scoperto negli anni ’60 mentre si studiavano gli effetti del THC della Cannabis, composta da oltre 400 molecole.

Dagli anni ’90 fino ad arrivare ad oggi c’è stato un vero e proprio boom di studi sull’effetto della Cannabis, dovuto alla scoperta delle sue caratteristiche analgesiche, antinfiammatorie, antibatteriche, antiemetiche (anti nausea),  di supporto alla fatica cronica e con effetti sull’equilibrio degli zuccheri, come nel caso del diabete, e del metabolismo.

Gli studi scientifici hanno messo in evidenza due tipi di recettori: recettori di tipo CB1, presenti a livello del sistema nervoso centrale e degli organi correlati al metabolismo, e recettori di tipo CB2, coinvolti nel metabolismo dell’osso e del sistema immunitario.

Entrambi vengono attivati da composti endogeni (endocannabinoidi) e prendono parte ad una vasta gamma di processi fisiopatologici (come la modulazione del rilascio di neurotrasmettitori, la regolazione della percezione del dolore, il sistema cardiovascolare, quello gastro-intestinale e le funzioni del fegato).

Il Sistema Endocannabinoide regola, come abbiamo detto, il bilancio energetico e il metabolismo, attivandosi anche quando il cibo viene percepito come una gratificazione. A tal proposito, la pianta di Cannabis contiene molti cannabinoidi dalle proprietà psicoattive deboli o assenti che si stanno rivelando però molto promettenti dal punto di vista terapeutico.

Particolarmente interessante è l’attività del Cannabidiolo, o CBD, e le sue possibili applicazioni nel processo infiammatorio, nel diabete, nel cancro, nelle malattie neurodegenerative, e del THC per i suoi effetti sul metabolismo.

 

Il THC:

Come accennato all’inizio, il THC rappresenta il principio psicoattivo della pianta di Cannabis e si lega ai recettori CB1. Il fatto che la Cannabis sia utilizzata a scopo ricreazionale ha creato all’inizio scetticismo sul suo utilizzo in campo medico, ma ci sono diversi studi come quello apparso nel 2013 sull’American Journal of Medicine, che parlano di un effetto positivo del THC sull’obesità e sul diabete. Qui gli studi epidemiologici hanno trovato una prevalenza di obesità e di diabete più bassa nei consumatori di Marijuana rispetto alle persone che non ne avevano mai fatto uso, indicando una relazione tra i Cannabinoidi e il metabolismo. In un altro studio epidemiologico pubblicato dall’American Journal of Epidemiology i ricercatori hanno evidenziato che l'uso di Marijuana è associato con livelli più bassi di insulina a digiuno e con una circonferenza alla vita più piccola. La circonferenza alla vita è associata al rischio di malattie metaboliche come obesità, pressione alta, malattie cardiovascolari, diabete, etc.. in crescente diffusione nei paesi occidentali.

 

Il CBD:

Il Cannabidiolo o CBD è uno dei principali componenti non psicotropi della Cannabis ed ha molteplici azioni farmacologiche dalle proprietà ansiolitiche, antipsicotiche, antiemetiche e anti-infiammatorie. Una review scientifica del 2011 apparsa sul “Current Drug Safety” suggerisce che il CBD non è tossico nelle cellule non trasformate e non induce cambiamenti sull’assunzione di cibo, sulle funzioni psicologiche o sui parametri fisiologici (frequenza cardiaca, pressione sanguigna e temperatura corporea). Nelle reviews esaminate il meccanismo di azione del CBD sembra coinvolgere sia i recettori CB1 e CB2, sia altre vie biochimiche.

Nello specifico le proprietà antinfiammatorie dei Cannabinoidi sono evidenziati anche da una lunga review scientifica del 2009 nella quale si parla di diverse azioni: regolazione del sistema immunitario, riduzione dei sintomi associati alla colite e al colon irritabile e miglioramento dei disturbi associati ai fenomeni infiammatori del fegato.
Tutto questo porta un maggior equilibrio dell’organismo nella regolazione degli zuccheri e nella gestione del bilancio energetico del metabolismo, favorendo la prevenzione delle sopracitate malattie metaboliche che si diffondono sempre più nelle civiltà occidentali.

Per quanto riguarda il CBD è stato evidenziato anche un potenziale neuro-protettivo, basato sulla combinazione delle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti. Il CBD agirebbe inoltre, non solo attraverso il Sistema Endocannabinoide, ma causerebbe l'attivazione diretta o indiretta dei recettori per la serotonina, dimostrando un effetto antidepressivo. Questo è un meccanismo molto comune nei casi di sovrappeso, poiché spesso un calo dell’umore porta ad abusare di cibo.

Riassumendo, il THC e il CBD sono molecole che hanno molte potenzialità anti-infiammatorie e anti-ossidanti. Determinano effetti positivi e un maggior equilibrio dell’organismo nella regolazione degli zuccheri, nella gestione del bilancio energetico, nella regolazione del metabolismo attraverso la prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie metaboliche. Inoltre hanno un effetto positivo sul tono dell’umore, aspetto importante nei comportamenti alimentari.

Autore: Veronica Pacella

Tags: Cannabis , CBD , Enecta , Hemp , Marijuana , MedicalCannabis , News , Oil , Support , THC
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