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Pianta Cannabis durante convegno "E' destinata a Fabrizio"

"Ciò che più sorprende è l'odissea sanitaria subita sia prima che dopo la carcerazione; è stato negato il diritto alla salute"

March 20, 2017
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Semi di Marijuana seminati in diretta durante un convegno è l’ultima provocazione di Rita Bernardini, l’esponente radicale che da anni si sta battendo per la regolamentazione e legalizzazione della Cannabis, in maniera particolare per coloro che ne fanno un uso medico.

“E' destinata a Fabrizio a meno che la ASL non gli prescriva la dose necessaria", afferma la Bernardini, Radicale e deputata, al termine di una tavola rotonda per parlare del caso Pellegrini, organizzata dal Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei presso il Partito Radicale .

"Ciò che più sorprende - ha detto l'avvocato di Pellegrini Vincenzo Di Nanna - è l'odissea sanitaria subita sia prima che dopo la carcerazione; è stato negato il diritto alla salute".
Pellegrini, si legge in una nota, entro il 4 aprile dovrà trovare una nuova sistemazione per poter proseguire la misura di detenzione domiciliare, in virtù della scadenza dell'ospitalità attuale a Cremalcore, o dovrà tornare in carcere.

"Avrebbe bisogno di un luogo per proseguire l'espiazione della pena che gli consenta un'attività socialmente utile - ha spiegato l'avvocato - Gli si chiuderanno presto le porte di Cremalcore e verrà meno anche quella ospitalità".

Fabrizio Pellegrini, 47 anni è malato di fibromialgia ed ha passato quasi due mesi in carcere a Chieti per aver coltivato piante di Cannabis.

Di Nanna la scorsa estate ha ricordato come in Abruzzo la legge che prevede la possibilità di coltivare la cannabis a scopo terapeutico sia "rimasta inattuata".

Dopo il ‘caso’ scoppiato sui media il magistrato di Sorveglianza di Pescara lo scorso anno autorizza il trasferimento di Fabrizio in una struttura attrezzata a Bologna.

"Non solo Pellegrini è stato condannato perché rifiutava di finanziare la criminalità organizzata acquistando la cannabis che gli era stata prescritta come unica terapia efficace, ma la ASL di Chieti, che già aveva preteso si pagasse da solo l'importazione dei farmaci a base di cannabis, non ha saputo o voluto tutelare i diritti del malato neppure dopo la scarcerazione, benché diffidata. Fatto, questo, che non sarebbe avvenuto se solo la Regione Abruzzo avesse dato attuazione a una legge già esistente".

Tags: Cannabis , CBD , Enecta , Indica , Marijuana , MedicalCannabis , News , Sativa , Study , Support , Terapy , THC
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